a cura di Mons. Cosimo Leone
Il Tempo liturgico dell’Avvento e del Natale è caratterizzato dalla proclamazione, dalla lettura e dalla meditazione dei cosiddetti «Vangeli dell’Infanzia di Gesù» attestati negli scritti di Matteo e Luca. Si tratta dei primi due capitoli di ambedue i Vangeli (Mt 1-2; Lc 1-2).
Questi scritti, che illustrano tratti significativi dei primordi della vita di Gesù, attestano un’alta concentrazione cristologica.
È ormai condiviso da tutti gli studiosi che gli Evangelisti, nel redigere le loro opere, non erano tanto interessati a trasmettere dati che rispondessero a vere e proprie esigenze storiografiche.
Essendo che i loro scritti sono finalizzati alla fede, ad essi premeva, piuttosto, presentare la “storia” di Gesù riletta teologicamente. Questo vale in generale per i macro-testi evangelici e, in particolare, per i racconti dell’Infanzia.
Un interesse determinante degli scrittori del NT era di mettere in luce che gli eventi riguardanti la vita di Gesù, comprese le sue parole e le sue opere (verba et facta), fossero in stretto rapporto con le Sacre Scritture d’Israele, secondo lo schema della promessa e dell’adempimento. Da qui la necessità di fare ricorso alle citazioni bibliche spesso introdotte con la frase: «Affinchè si dempissero le Scritture» o altre simili [...].